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Descrizione iniziativa

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Descrizione iniziativa

In varie sedi scientifiche si è avvertita l'esigenza di fare del plurilinguismo il fondamento dell'unità culturale europea. In generale, il plurilinguismo è piuttosto la norma che l'eccezione nelle comunità linguistiche; in particolare la crescente composizione multietnica e multiculturale dei paesi dell'Unione Europea ha dato ultimamente ampia risonanza alla dimensione della variabilità, che è di per sé intrinseca a tutti i sistemi linguistici. Superando i limiti delle esperienze linguistiche nazionali, e prendendo atto che le secolari relazioni internazionali hanno favorito la costituzione di strutture linguistiche comuni alle diverse tradizioni, è stata prospettata la possibilità di dar vita ad una vera e propria linguistica europea, che assuma come oggetto di studio i processi di interferenza, convergenza, e le dinamiche plurilingui che interessano il vecchio continente al di là dell'appartenenza genetica di ciascuna lingua.Ultimamente a esprimere con forza tale convincimento si è attivato un gruppo di studiosi che si raccoglie attorno all'ELAMA (Linguistischer Arbeiteskreis Mannheim), un circolo linguistico tra i cui membri fondatori figura P. Sture Ureland, componente del Comitato Scientifico del Centro Internazionale sul Plurilinguismo.
Attorno a questa tematica sono stati organizzati una serie di convegni (Glienicke, marzo 1997; Pushkin, Russia settembre 1999; Mannheim - Strassburg, ottobre-dicembre 2001) in occasione dei quali si è dato impulso alla diffusione di tale prospettiva di ricerca elaborando in particolare un manifesto che, in quanto circolato al convegno di Pushkin, è noto sotto il nome di Tesi di Pushkin sull'Eurolinguistica. Il manifesto dell'Eurolinguistica pone al centro della ricerca il soggetto multilingue mentre il fulcro dell'Eurolinguistica è costituito dalla divergenza o convergenza culturale e linguistica, che sorge per effetto del pluriculturalismo.
Nell'ambito di questa prospettiva si rende necessario descrivere le caratteristiche linguistiche comuni delle lingue europee (europeismi) che derivano dai contatti tra i popoli europei attraverso i secoli di fusione.
L'eurolinguistica diventa così una disciplina che combatte le tendenze nazionaliste nella scienza linguistica, a sostegno della politica per l'istruzione europea degli Stati Membri dell'Unione Europea; appoggia la ricerca sulle lingue europee di minoranza del passato e del presente, promovendo lo status paritario delle lingue meno usate e il diritto inalienabile che usarle in tutti i campi. La costruzione di una base internazionale eurolinguistica fornisce un punto di riferimento per la messa a punto di un registro internazionale per ogni lingua, segnatamente quella italiana, un livello d'uso finalizzato alla comunicazione internazionale corredato di tutte le competenze necessarie per favorire la comunicazione interlinguistica tra i popoli.
La compresenza di varie lingue europee, le modalità della loro interazione, la natura dei fenomeni e delle categorie in cui essi sono ordinabili, le regole comunicative che guidano l'uso alternativo dei codici, le implicazioni sociali e formative del plurilinguismo sono l'obiettivo primario di tale iniziativa.

I PRINCIPI DELLA EUROLINGUISTICA:
LE TESI DI PUSHKIN

Tesi formulate in occasione del secondo simposio internazionale sull’eurolinguistica tenutosi a Pushkin, in Russia, nel settembre 1999
A. Il plurilinguismo come oggetto di ricerca e fattore di glottogenesi dell’Eurolinguistica
Tesi 1: Partendo dal concetto che gli esseri umani sono dotati di una facoltà di linguaggio che è di natura non monolingue ma plurilingue, l’Eurolinguistica pone la persona multilingue al centro della ricerca.
Continua

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